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MILANO

GROTTAMMARE

Teoria e tecnica dei colloqui preliminari I: la pratica con i bambini

Docente

Bambini fuori-legge: gli effetti della mancata castrazione dell’Altro nella soggettività del bambino e trattamenti possibili

Contenuti
Il corso intende offrire una riflessione, un ragionamento sul discorso sociale e collettivo contemporaneo che manifesta una crisi della Legge, una caduta del padre e della sua funzione limitatrice. Quello che possiamo constatare è un fallimento della legge e una fragilità del simbolico che influenza inevitabilmente il discorso educativo, sociale e familiare. Questo non senza avere effetti nel campo psichico e dunque nella soggettività del bambino. Il mentale e il sociale sono strettamente connessi e in questo senso già Freud indicava l’origine sociale dei sintomi. Quello che accade nel campo sociale ha un effetto nel mentale. Se l’Altro fatica a sostenere e a incarnare la legge questo torna al rovescio nel soggetto. Quello che constatiamo nel bambino è la sua legge capricciosa, la sua oppositività , l’aggressività verso l’Altro, l’iperattività del corpo, il rifiuto del limite o il tentativo di imporre una propria legge all’Altro. Questo sembra attribuire potenza al bambino che pensa di operare la legge sull’Altro, ma di fatto è nell’impotenza perché in balia del suo sintomo e del suo godimento. Il bambino rifiuta la legge o si oppone a quest’ultima. In questo senso parliamo di bambini fuori-legge. E’ quello che si andrà a riscontrare nei casi clinici trattati. Il bambino che sembra essere nella posizione di potenza , di colui che tenta di fare la legge all’Altro e invece di fatto è un bambino imbrigliato nel suo sintomo. E dunque nell’impotenza. O ancora un bambino che rifiuta la legge e la castrazione dall’Altro e di conseguenza è fuori dalla legge, fuori dal legame. Questi scenari sembrano essere distintivi della clinica contemporanea. Quello che osserviamo è il bambino in balia di sé stesso o più precisamente del suo reale , della pulsione. Il sintomo del bambino si presenta sempre più spesso nella dimensione dell’eccesso , preda della pulsione che non lo lascia in pace. La sregolazione pulsionale da cui è abitato il bambino non ha subito quell’operazione significante attribuita al Nome del Padre, la cui funzione è quella di svuotare l’eccesso di godimento strutturale della coppia madre-bambino. Questa funzione è venuta a mancare o è stata troppo fragile . E’ quello che andremo a rilevare nelle storie cliniche. In questo senso useremo il complesso edipico freudiano e la teorizzazione che Lacan fa della metafora paterna per individuare nei casi clinici come e se la funzione del padre sia intervenuta; come e se la madre ha permesso di introdurre un’istanza terza tra se e il bambino. L’idea di fondo è di verificare negli scenari edipici come e se l’Altro ha avuto un effetto di castrazione sul bambino e dunque nella sua soggettività. Tuttavia se il rapporto del bambino con la legge è faticosamente sostenuto e mal tollerato come operare o trattare il rifiuto o il rigetto della castrazione? In questo senso, attraverso lo strumento della clinica verrà messa in campo una direzione e un orientamento atto a costruire modalità di trattamento e di cura rispetto alla questione del “limite” che questa nuova clinica mette in gioco.

Bibliografia d’esame
S. Freud, Il tramonto del complesso edipico, in id., Opere, vol. X, Bollati Boringhieri, Torino 1978;
J. Lacan, Il Seminario. Libro V. Le formazioni dell’inconscio (1957-1958), Einaudi, Torino 2004, pp. 162-199;
J. Lacan, Due note sul bambino, «La Psicoanalisi», 1, 1987;
F. Pelligra, E. Alesiani, (a cura), La clinica psicoanalitica nella cura del bambino e dell’adolescente, Annali del Dipartimento clinico “Gennie Lemoine”, Mimesis, Milano 2015, pp.39-42, 57-68, 85-100;
D. Roy, Il transfert in gioco nella psicoanalisi con i bambini (articolo), trascrizione a cura di A. Castallo, revisione di M.Focchi, marzo 2011.
A. Villa, Il bambino adulterato. Psicoanalisi e questione infantile: ipotesi di lettura, Franco Angeli, Milano, 2008, pp. 61-74.
U. Zuccardi Merli, Non riesco a fermarmi. 15 risposte sul bambino iperattivo, Bruno Mondadori, Milano, 2012, pp.85-90.

Bibliografia di riferimento
F. Dolto, J.D. Nasio, Il bambino allo specchio, Marietti 1820, Genova-Milano, 2011
M. Egge, La cura del bambino autistico, Astrolabio, Roma, 2006
S. Freud, Introduzione al narcisismo, OSF, vol. VII
S. Freud, Il poeta e la fantasia, OSF, vol. V
S. Freud, Totem e tabù, OSF, vol. VII
M. Gauchet, Il figlio del desiderio. Una rivelazione antropologica, Vita e Pensiero, Milano, 2010
J. Lacan, Una questione preliminare ad ogni possibile trattamento della psicosi (1957-58), in id., Scritti, vol. 1, Einaudi, Torino, 1978
M. Mannoni, Il primo colloquio con lo psicoanalista. Problemi dell’analisi con i bambini, Armando editore, Roma, 2001
M. Recalcati, Cosa resta del padre. La paternità nell’epoca della modernità, Raffaello Cortina editore, Milano, 2011
M. Recalcati, L’uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica, Raffaello Cortina Editore, Milano , 2010, pp. 35-44
M.C Rossetto, La clinica con i bambini. La cura della malattia mentale. II. Il trattamento, Bruno Mondadori , Milano , 2001, p.113-138
D. Winnicott, Gioco e realtà, Armando editore, Roma, 2005
F. Tognassi, U. Zuccardi Merli (a cura), Il bambino iperattivo. Dalla teoria alle pratiche della cura, in Quaderni di Jonas. Studi di psicoanalisi applicata, Franco Angeli, Milano, 2010

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Gennaio 2020 17:10

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