Teoria e tecnica dei colloqui preliminari

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La clinica della modernità, in cui si constata un deficit del desiderio e quindi della domanda, ci mette di fronte all’importanza fondamentale dei colloqui preliminari come via alla soggettivazione del sintomo. Più in generale, i preliminari rappresentano per l’analizzante il momento della rettificazione soggettiva e quindi dell’assunzione della propria responsabilità nella cura.
All’analista questa fase del trattamento può servire per costruire un’ipotesi diagnostica, e di conseguenza una strategia clinica diversa tra psicosi e nevrosi, ma soprattutto per aiutare il paziente a cogliere lo specifico della sua domanda. Domanda di guarigione ed eliminazione del sintomo? O, anche, domanda concernente il proprio desiderio nella relazione con quello dell’altro?
Altra questione di grande interesse nell’attualità è quella dell’inizio della cura nei contesti esterni al setting classico, cioè nella pratica istituzionale.
La lezione prevede l’approfondimento di alcuni passaggi della letteratura psicoanalitica accompagnato a una discussione e un confronto sull’esperienza clinica del relatore e degli uditori.

Bibliografia d’esame
Freud S., Inizio del trattamento, in OSF, vol. VII, Bollati Boringhieri
Lacan J., 
La direzione della cura e i principi del suo potere, in “Scritti”, vol. 2, Einaudi
Lolli F. (a cura di), 
Sulla soglia. Preliminari nella clinica dei nuovi sintomi, FrancoAngeli
Maiocchi M.T. (a cura di), 
Il lavoro di apertura. Per una strategia dei preliminari, FrancoAngeli
Recalcati M., 
Jacques Lacan. Vol. 2. La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto, Cortina

Il docente indicherà durante il corso le pagine della bibliografia d’esame

Ultima modifica il Mercoledì, 02 Gennaio 2019 16:54

IRPA Milano

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