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Il nostro programma di formazione ha come suo riferimento dottrinale maggiore l’insegnamento di Lacan e della sua Scuola. Questo programma si inserisce dunque in quel movimento di “ritorno a Freud” col quale Lacan ha sintetizzato il suo contributo alla storia della psicoanalisi contemporanea. Più specificatamente i motivi qualificanti della nostro proposta possono sintetizzarsi in quattro grandi vettori tematici. Un primo vettore tematico è quello dell’integrazione dei riferimenti teorico-clinici della psicoanalisi nella sua versione lacaniana con lo studio di altri modelli epistemologici e clinici della psicoanalisi dopo Freud, quali, in particolare, quelli di Klein, Winnicott e Bion e dei loro rispettivi allievi. L’apertura ampia ai diversi contributi della psicoanalisi contemporanea caratterizza la prospettiva metodologica della nostra proposta che anziché separare rigidamente i diversi modelli in gioco ricerca un loro possibile confronto teorico e pratico. Di questo interesse sono testimonianza i volumi curati da Massimo Recalcati: Introduzione alla psicoanalisi contemporanea (Milano 1995 e versione aggiornata 2003) e Civiltà e disagio. Forme della psicopatologia contemporanea (Milano, 2006), ma anche la presenza tra i nostri docenti di appartenenza a differenti orientamenti teorici. Un secondo vettore tematico è costituito dalla cosiddetta “psicoanalisi applicata alla terapeutica”. Tutti gli insegnanti del nostro Istituto hanno maturato una lunga esperienza nel campo della cura e della ricerca delle “nuove forme del sintomo”. Con questa categoria psicopatologica, formulata originariamente dallo psicoanalista franco-argentino Francisco Hugo Freda negli anni Ottanta-Novanta con riferimento alla tossicomania (Cfr., Francisco Hugo Freda, Psicoanalisi e tossicomania, Milano 2003), definiamo le manifestazioni sintomatiche contemporanee più diffuse quali i disturbi del comportamento alimentare, le dipendenze patologiche, le depressioni e gli attacchi di panico. Un ampio e articolato lavoro scientifico è stato condotto da alcuni di noi in questo settore negli ultimi quindici anni. In particolare i lavori clinici di Massimo Recalcati intorno ai disturbi alimentari, e più in generale sulla psicopatologia contemporanea: L’ultima cena: anoressia bulimia, Milano 1997, Il corpo ostaggio, Roma 1998, Clinica del vuoto: anoressie, bulimie e psicosi, Milano 2002, e con U. Zuccardi Merli, Anoressia, bulimia e obesità, Torino 2006. Questi lavori sono stati e sono riferimenti bibliografici in diversi corsi universitari di Psicologia e hanno formato molti psicoterapeuti che si sono dedicati al lavoro clinico con pazienti anoressico-bulimici. La loro traduzione in diverse lingue e i numerosi lavori seminariali ad essi dedicati svoltisi in città italiane e internazionali (Parigi, Buenos Aires, Losanna, Madrid,) presso i servizi sanitari locali, sedi accademiche o luoghi di formazione universitaria, testimoniano l’interesse clinico e scientifico suscitato. Tali contributi hanno anche orientato efficacemente il lavoro terapeutico di molti di noi, svoltosi, in un primo tempo, nell’ambito dell’ABA (Associazione per la ricerca sull’anoressia e la bulimia), di cui Recalcati è stato il direttore scientifico nazionale dal 1994 sino al 2002, e, successivamente, a partire dal 2003, nell’ambito istituzionale di Jonas: Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi. Di tutta questa attività clinica sono testimonianza i volumi pubblicati nella collana Jonas: Quaderni di psicoanalisi applicata: F. Lolli, Sulla soglia. Preliminari nella clinica dei nuovi sintomi, Franco Angeli Milano 2004; M. Recalcati, L’omogeneo e il suo rovescio. Per una clinica psicoanalitica del piccolo gruppo monosintomatico, Franco Angeli Milano 2005; U. Zuccardi Merli, Il soggetto alla deriva. Depressioni e attacchi di panico, Franco Angeli Milano 2005; G. Mierolo e M.T. Rodriguez, Il disagio della bellezza, Franco Angeli 2006 Milano; F. Lolli, L’ombra della vita. Psicoanalisi e depressione, Milano 2005; R. Pozzetti, Senza confini. Un contributo psicoanalitico agli attacchi di panico, Milano 2006. Un terzo vettore tematico consiste nell’attenzione nei confronti delle trasformazioni del legame sociale che costituiscono lo sfondo imprescindibile della diffusione epidemica dei nuovi sintomi. Queste trasformazioni esigono una nuova psicologia delle masse che tenga conto della diversa articolazione che ha assunto il disagio della civiltà nell’epoca contemporanea, ma anche di un’analisi specifica delle pratiche istituzionali che s’impegnano a fronteggiare questo nuovo disagio. Il nesso psicoanalisi e società, che diede storicamente origine a correnti culturali divenute molto note (per esempio quella del cosiddetto freudo-marxismo), è ritenuto dal nostro Istituto un nesso imprescindibile per intendere le configurazioni della psicopatologia. Noi riteniamo, freudianamente, che ogni psicologia individuale sia costitutivamente anche una psicologia sociale. Per questa ragione la partecipazione di studiosi significativi nel campo delle scienze sociali, della filosofia e dell’epistemologia è considerato un apporto fondamentale nel nostro percorso di formazione. Il quarto ed ultimo vettore tematico è l’interesse nei confronti del dispositivo terapeutico del piccolo gruppo monosintomatico ad orientamento analitico. Questo dispositivo è stato adottato da molti di noi nell’ambito di diverse esperienze istituzionali (ABA, Genitori Ancora di Torino, Jonas, ecc). La sua efficacia terapeutica e la sua modellizzazione epistemologica specifica s’inseriscono nella cosiddetta clinica della monosintomaticità messa a punto teoricamente da Massimo Recalcati (Il corpo ostaggio, Roma 1998, Clinica del vuoto 2002, L’omogeneo e il suo rovescio. Per una teoria psicoanalitica del piccolo gruppo monosintomatico, Milano 2005) . La costituzione dei gruppi monosintomatici risponde in effetti all’attuale tendenza delle patologie (in particolare dell’anoressia-bulimia) a funzionare come tratti identificatori orizzontali comuni, nell’epoca in cui la funzione ideale garantita dall’identificazione verticale all’Edipo sembra ormai smarrita. L’azione terapeutica del piccolo gruppo consiste nel provare a ricostruire legami sociali possibili laddove l’autismo narcisistico del sintomo come pratica pulsionale che esclude lo scambio simbolico con l’Altro sembra invece condurre il soggetto verso una deriva mortifera. |
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“L’avvenire della psicoanalisi dipende da ciò che avverrà di questo reale, cioè se i gadgets, per esempio, vinceranno veramente la partita, se noi stessi giungeremo a essere veramente animati dai gadgets.”
Si informa che sono aperte le iscrizioni ai corsi IRPA 2011. Per accedere colloqui di selezione è necessario scaricare il modulo di ammissione e rispedirlo compilato in ogni sua parte all'indirizzo info@istitutoirpa.it. Grazie. |