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Nella formulazione freudiana sull'angoscia si osserva una rielaborazione concettuale che si sviluppa contemporaneamente alla teoria psicoanalitica.
La prima teoria dell'angoscia sosteneva che la rimozione ne fosse la causa. Con Inibizione, sintomo, angoscia, Freud mette in atto una svolta teorica: se, in un primo momento, l'angoscia era considerata come un effetto della rimozione; nella seconda teorizzazione, non è più l'effetto ma ne è invece la condizione necessaria. Nel 1925, dopo l'introduzione della Todestrieb, l'angoscia è all'origine della difesa contro la pulsione.
L'insegnamento intende analizzare i due tempi della teoria freudiana sull'angoscia mediante il commento del testo del 1925, Inibizione, sintomo e angoscia.
Bibliografia d'esame
- FREUD S., Inibizione, sintomo e angoscia, in Opere, cit., vol. 10, pp. 238-317
Bibliografia di riferimento
- FREUD S., Legittimità di separare dalla nevrastenia un preciso complesso di sintomi come "nevrosi d'angoscia", in Opere, cit., vol. 2.
- FREUD S., Introduzione alla psicoanalisi. Lez. 32, Angoscia e vita pulsionale in Opere, cit., vol. 11

